Si apre una possibilità per i ristoratori di scegliere se aprire a pranzo o a cena.

Ma la precauzione di essere attenti al ricambio e filtraggio dell’aria giocherebbe un ruolo ancora più importante, anche se da sempre consigliata assieme all’igiene delle mani, alle mascherine e al distanziamento.


ROMA - La battaglia dei ristoranti, quella per l'apertura in zona gialla anche nelle ore serali, è il punto della bandiera al quale aspirano i governatori che, nel Dpcm che il premier Draghi firmerà a fine settimana e che sarà valido fino a Pasquetta, difficilmente vedranno accolte le richieste raccolta nella piattaforma presentata al governo attraverso la ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini.

Il Comitato tecnico scientifico ha dato parere negativo la scorsa settimana alla riapertura dei ristoranti la sera in zona gialla e martedì, nell'incontro con il premier, i ministri competenti e i capi delegazione dei partiti di maggioranza, hanno ribadito che la curva epidemiologica in salita non lascia spazio ad aperture. Almeno non adesso.

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Una linea che appoggia quella rigorista del ministro della Salute Roberto Speranza e sulla quale si sarebbe allineato anche Draghi nonostante le spinte, anche all'interno del governo, verso parziali riaperture.

Ma le Regioni insistono e già questa mattina nell'incontro fissato con i ministri Speranza e Gelmini per la concertazione delle prossime misure insisteranno sulla loro richiesta che segnerebbe almeno un elemento di discontinuità con quanto fin qui fatto.


Sono Giovanni Toti e Luca Zaia, ma anche sul fronte politico opposto il governatore dell'Emilia Bonaccini, a spingere sulla possibilità di consentire da subito la riapertura la sera nelle zone gialle o tutt'al più la possibilità per i ristoratori di scegliere se aprire a pranzo o a cena. "Io ho chiesto al governo che possano decidere ristoratori se almeno aprire a pranzo o a cena", dice il governatore della Liguria.

Sulla stessa linea il governatore del Veneto: "Spero nel prossimo dpcm ci sia un'analisi molto più profonda rispetto alle diverse attività. Mi riferisco ad esempio ai ristoranti aperti a pranzo e chiusi a cena. Così la gente non capisce - dice Zaia - "Il mondo va nella direzione dei test rapidi, dei test di seconda e terza generazione e dei fai da te ad invasività zero", continua Zaia ribadendo di essere favorevole alla possibile apertura dei ristoranti alla sera.


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«La ricerca sul virus e sul Covid-19 – si legge su Nature – si muove rapidamente, quindi le agenzie di sanità pubblica hanno la responsabilità di presentare informazioni chiare e aggiornate che forniscano ciò di cui le persone hanno bisogno per mantenere se stesse e gli altri al sicuro».
Un appello in piena regola all’Oms e a tutte le autorità sanitarie perché non si trascuri il problema numero uno, il modo in cui generalmente si contrae l’infezione che è sicuramente via droplet o aerosol. Quindi la precauzione di aprire le finestre spesso ed essere attenti al ricambio e filtraggio dell’aria è una di quelle disposizioni che dovrebbero aggiungersi all’igiene delle mani, alle mascherine e al distanziamento, diventando un’altra costante della nostra nuova vita.




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