L’igienizzazione diventerà il nuovo mantra del retail e farà leva su diverse soluzioni innovative.

" Questa pandemia lascerà in dote un’attenzione verso gli aspetti igienico-sanitari senza precedenti ".


Il futuro del retail: 4 concetti da cui ripartire per salvare i negozi nel dopo coronavirus

La pandemia porterà alla crisi economica, poi alla ripresa: serve costruire da ora una visione per il futuro, anche nel retail. Ecco cosa cambierà e come. Partendo da 4 trend emergenti: la rivalutazione dei piccoli venditori, le nuove strategie per attrarre il cliente, la spinta al cashless e l’importanza dell’igiene.

di Francesco Del Piano

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Hygiene Obsession

Punteggi per gli store che rispettano gli standard igienico-sanitari

Nel paragrafo precedente si parlava di come il contante possa essere un veicolo di infezione finora sottovalutato, con la conseguenza che cresceranno i volumi di transazioni cashless. Ma in generale questa pandemia lascerà in dote un’attenzione verso gli aspetti igienico-sanitari senza precedenti, con evidenti riflessi sul settore Retail. In questo senso, i consumatori saranno perfino disposti a pagare di più per ottenere maggiori garanzie. È un discorso che riguarda tanto le caratteristiche di prodotto quanto le pratiche dei retailer e l’organizzazione degli stessi punti vendita. Nel 2017 mi recai per qualche giorno a Copenaghen e mi ricordo che mi colpì una cosa: ogni bar o locale in cui si somministravano cibo e bevande aveva esposto all’ingresso un adesivo con uno score, relativo agli standard igienico-sanitari rilevati a seguito di regolare ispezione nel locale. Si tratta del Food Hygiene Rating Scheme, un vero e proprio marchio di qualità per orientare la scelta dei consumatori, in totale trasparenza. Questo modello diventerà sempre di più la normalità, ma soprattutto potrebbe essere esteso anche ad altri settori del Retail.

Magari cambieranno molte esperienze di acquisto, nelle modalità in cui le conosciamo da sempre. Penso, ad esempio, ai negozi di abbigliamento: ci proveremo ancora vestiti e accessori con la consueta facilità, sapendo che prima di noi li hanno provati altre persone? Oppure consideriamo una profumeria: probabilmente ci sarà più diffidenza nel provare i prodotti tramite tester, a cui possono accedere tutti liberamente.

Ecco che allora ancora una volta la tecnologia arriva in soccorso, tramite soluzioni che sono già state adottate e che potranno diffondersi ancora di più. Proprio nel settore della cosmetica alcuni retailer già da tempo hanno installato nei loro negozi degli smart mirror, specchi in grado di applicare sul viso del cliente qualsiasi prodotto make-up. Le stesse tecnologie di AR si trovano online, su diversi ecommerce di noti produttori e distributori. E tornando ai negozi di abbigliamento, non sarà così improbabile imbatterci in un prossimo futuro in concept store in cui i capi sono solo esposti, come in uno showroom. Per provarli sarà sufficiente entrare in un camerino hi-tech, in cui lo specchio ci mostrerà come stiamo con quei jeans che ci piacciono tanto, rilevando anche le misure per suggerirci la taglia ideale.

Ho elencato qualche spunto per cominciare a pensare al dopo, perché una ripresa ci sarà. Con modi e tempi ancora da definire, ma ci sarà. È innegabile che il Retail subirà anche delle conseguenze negative, con una razionalizzazione delle reti di vendita e ulteriori dinamiche che potranno provocare delle serie ricadute occupazionali, ma costruire una visione per il futuro aiuta ad arrivare pronti. E questo farà sempre la differenza.

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Francesco Del Piano

Esperto di Marketing, Retail e Innovazione
Laureato in Digital Management e appassionato di tecnologia da sempre. Sales Account nel Luxury Beauty, ha un passato nel Banking e in una startup di consulenza HR. Approfondisce i temi legati al Marketing, al Retail e all’Innovazione.