La rivoluzione soft dell'Hotel Royal Courmayeur, la sala torna al centro

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La direttrice Veronica Revel Chion sta riorganizzando il 5 stelle facendo squadra con lo staff. Servizio ai tavoli anche al breakfast e al bar, igienizzazione capillare, aree modulabili, menu take away .


Courmayeur il Grand Hotel Royal e Golf è stato inaugurato nel 1854. E, al di là dei vip del mondo che vi hanno soggiornato ai piedi del Monte Bianco, si può proprio dire che in 166 anni di storia ne ha viste di tutti i colori. Mode, modi, tendenze, guerre, epidemie. La Spagnola di un secolo fa sarà passata anche dalla Valle d’Aosta, ma quell’influenza micidiale è sparita, il Royal e Golf era ed è ancora lì. E oggi affronta il Covid-19; lo fa con la determinazione della sua direttrice, Veronica Revel Chion. Nata a Ivrea da madre valdostana e padre piemontese, nel mondo alberghiero ha imparato a muoversi in realtà assai articolate e diverse, dall’hotel leisure a quello business, dalla boutique di nicchia e alla struttura vocata per il mice (meeting, incentive, conference, exhibition). Dirige il Grand Hotel Royal e Golf dal 2017. Al momento, con l’albergo chiuso, sta prendendo per il bavero il coronavisus.

«Lavoro più di prima, ho la mente che ruota a 360 gradi, come se dovessi aprire domani – ci spiega – Mi sto muovendo su molti fronti. Intanto chiamo la clientela più affezionata e mi informo su come sta; l’affettività per sentirci vicini. E poi mi adopero per stimolare lo staff, rendendolo partecipe a livello di idee organizzando conference call. Alcuni lavorano da casa, altri sono in casa integrazione, ma il loro feed back è fondamentale. Faccio anche tanta formazione on line: studio, ricerco, approfondisco, cerco e trovo nuovi stimoli».

Una bella lezione di umiltà da parte di chi ha girato mezzo mondo e oggi dirige un 5 stelle che è un pezzo di storia nazionale. Un impegno volto alla riorganizzazione per quando sarà possibile riaprire.

«La stagione – racconta - senza farci troppe illusioni si dovrebbe sviluppare dal 10 luglio a tutto settembre, ma ho già richieste per Sant’Ambrogio e il mese di dicembre. Per il momento mi sto dando da fare per non far perdere valore alla struttura. Gli ospiti devono essere rassicurati e a loro va trasmessa fiducia. Per questo, avendo la fortuna di avere spazi comuni molto grandi, sto impostando le diverse aree di ristorazione e bar. In tutto 650 metri quadri che accolgono il ristorante gourmet Petit Royal, 1 stella Michelin con lo chef Paolo Griffa, il Grand Royal, Le Bistrot e il Lounge Bar. Le sale sono modulabili e i tavoli saranno rotondi da 120 centimetri di diametro, ognuno a distanza di due metri e mezzo. Molte porte si aprono già in automatico e saranno predisposti sanificatori in corrispondenza dei vari accessi. Ho acquistato anche diversi apparecchi per la sanificazione a ozono degli ambienti. In cucina verrà però effettuata con sostanze nebulizzanti, per evitare, assecondando la richiesta dello chef Griffa, l’abbattimento della lievitazione in seguito all’utilizzo dell’ozono. L’arte bianca, qui, si produce in casa».

Quando si potrà riaprire, il Grand Hotel Royal e Golf avrà impostato tutte le procedure per offrire calore, accoglienza, eleganza, servizio e comfort in assoluta sicurezza. «Sto mettendo a punto i protocolli – conferma Veronica Revel Chion - Per la spa è prevista una sanificazione generale una volta a settimana, il mercoledì, a impianto chiuso. Igienizzazione comunque quotidiana, con accesso a numero chiuso per due ore suddiviso in tre fasce orarie. Per quanto riguarda la ristorazione, sparisce il self service al breakfast, sostituito da un buffet all’americana servito al tavolo. Per le camere più grandi sarà possibile ordinare il carrello, che verrà lasciato fuori dalla porta. Le portate saranno protette da cloche. In cucina e sala personale con guanti e mascherina. La linea gastronomica punterà su prodotti a chilometro zero o comunque italiani, un brand da rafforzare».

Ci stiamo affacciando a una nuova epoca, che vedrà mutare il nostro stile di vita. Verranno riaperte le seconde case, negli ultimi anni sottoutilizzate a favore dei tour all’estero. Una nuova opportunità di mercato per chi offre accoglienza. «A Courmayeur ce ne sono moltissime. E verranno abitate non più solo per il periodo natalizio o la settimana bianca. Per questa potenziale clientela sto impostando anche menu sottovuoto take away. Anche il bar sarà un punto nevralgico. Servizio al tavolo, cocktail home made, confusione azzerata. Ci riabitueremo a godere degli spazi e la sala riguadagnerà l’autorevolezza che le spetta».



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